lunedì 4 giugno 2018

Camminare con i giovani: la fatica ne vale la pena

Il documento preparatorio al Sinodo sui Giovani, nella sua terza parte, conclude il tutto con un capitolo dedicato all’azione pastorale che contiene indicazioni utili a trarre conseguenze concrete perché le nostre comunità siano capaci di convertirsi a modalità di maggior accoglienza nei confronti delle giovani generazioni. La domanda iniziale che ci si pone riguarda il cosa si debba intendere per la Chiesa l’accompagnare i giovani ad accogliere la chiamata alla gioia del Vangelo. 
Si tratta innanzitutto di prendere sul serio la cosa. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un’affermazione scontata, eppure troppo spesso mi scontro con un approccio semplicistico al mondo dei ragazzi, visti come “piccoli” dalla cui vita non c’è da imparare niente. Ascolto adulti che ridono, prendendo in giro, diversi modi di fare dei giovani, sviliscono le loro ricerche esagerate, i loro modi strani e imprevisti di affrontare le cose, che si pavoneggiano affermando sicuri: noi alla loro età non eravamo così!

lunedì 28 maggio 2018

Caro educatore sei cieco? Non vedi cosa c’è dentro!

Partecipando a una settimana di vita comunitaria mi è capitato di poter osservare da vicino i vari riti di preparazione mattutina dei ragazzi, non si trattava di un campo estivo lontano da casa, vivevamo insieme una settimana normale che prevedeva la frequentazione delle lezioni a scuola con tutto quello che comporta l’essere protagonisti di questo palcoscenico; inoltre, fatto non del tutto trascurabile, si trattava di una settimana vissuta insieme ragazzi e ragazze.
La sveglia era alle sei e l’organizzazione necessitava che la colazione precedesse la preparazione per la scuola, c’era chi veniva giù tranquillamente in pigiama, chi si buttava addosso una felpa con cappuccio per nascondervi il proprio caos scapigliato e c’era chi proprio non ce la faceva a non mettersi un minimo di trucco, chiaramente queste ultime facevano aspettare tutti gli altri visto il desiderio di cominciare insieme.

giovedì 17 maggio 2018

Specchio delle mie brame: chi è il giovane più bravo del reame?

Mi sono trovato a partecipare a un consiglio pastorale “allargato” in virtù dei temi che sarebbero stati trattati, erano presenti anche dei giovani della parrocchia. L’ultimo tema da trattare prevedeva una riflessione/decisione riguardo a “se fare” o “come fare” la festa che tradizionalmente la comunità organizzava per diversi giorni a conclusione dell’estate.
Sono emerse tante fatiche, forse solo quelle e poco le gioie e i valori legati a quella che non è solo una occasione per mangiare ma per costruire una comunità (ma questo è un altro argomento che lascio subito). Alcune decisioni erano già state prese in un incontro precedente fatto domenica mattina alle nove. Può essere vero che se ci tieni a una cosa ti organizzi e fai in modo di andarci, ma di certo il momento scelto non facilita la partecipazione di tanti, giovani compresi che scelgono di fare altro la sera precedente. Se poi ci mettiamo che gli appuntamenti bisogna dirglieli e ridirglieli non sempre molto pronti a rispondere a diversi appelli degli adulti, il gioco è fatto. Dico che come adulti certe cose potremmo prevederle, poi facciamo come vogliamo, senza cadere però poi giù dal pero quando il tutto si realizza.

martedì 8 maggio 2018

Adulti: allenatori nella vita dei ragazzi

Durate un incontro di formazione e condivisione fra capi scout, come capita tante altre volte quanto si parla del nostro rapporto con i ragazzi più giovani, sono emerse prima delle gioie le difficoltà che ci si trova ad affrontare nel servizio alle giovani generazioni. La complessità a interpretare il mondo e il vissuto dei ragazzi, le aspettative belle ma non sempre realistiche, un po’ di sana suscettibilità che non è in sé sbagliata, hanno portato a uno stallo nell’affrontare le questioni che emergevano. Credo opportuno non dare soluzioni, ma possiamo aiutarci a entrare in un senso nuovo di quanto condiviso.
Forse troppe volte ci aspettiamo adolescenti capaci di esprimere a parole il proprio dolore, la fatica, i sogni, gli spiriti interiori che lo perseguitano, ma non è così. È un presupposto che rischia di metterci fuori strada. Occorre invece aspettarsi di vedere adolescenti rabbiosi, ostili, aggressivi, provocatori. Lo dico non per essere disfattista, ma innamorato dei giovani, quelli veri, non quelli dei nostri sogni.

giovedì 3 maggio 2018

Adolescenti aggressivi e violenti

In questi giorni le cronache si sono riempite d’interventi riguardo i casi di violenza da parte di studenti nei confronti dei professori. La questione merita sicuramente tanta attenzione. I titoloni altisonanti con i quali vengo descritti non aiutano a esserne correttamente informati, così come le letture parziali degli avvenimenti o l’uso improprio di termini (es. bullismo) per la situazione. 
Capita spesso che letture superficiali siano alla portata di tutti, mentre occorre un’attenzione diversa. Accanto a provvedimenti e punizioni che non sono io a dover valutare, occorre che gli adulti coinvolti avviino un percorso che li porti a individuare il perché di quanto avvenuto. È un percorso non semplice, ma necessario perché gli interventi da porre in essere possano mantenere una reale portata educativa.

giovedì 26 aprile 2018

Il silenzio dei giovani: ascoltare e farsi ascoltare

In questi anni di ministero, il tempo e lo spazio occupato dall’accompagnare gli adolescenti nel loro cammino di vita e di fede, ha riguardato una parte considerevole del mio servizio; eppure mi accorgo che se da una parte ho dato loro tanto, molto di più è quello che ho ricevuto indietro e anche quello che mi chiedono. Le giovani generazioni di oggi non sono più come quelle di ieri, così che rimango sempre un apprendista del mondo giovanile, il che mi chiede in continuazione di rimanere in contatto con quanto passa per la loro vita.
Devo riconoscere che ormai, arrivato a quarant’anni, sono sicuramente entrato nel mondo degli adulti; non sono più il giovane educatore di una volta, questo mi colloca in una posizione nuova rispetto a prima e mi permette di poter fare da cerniera tra due mondi collocando la mia riflessione in quel “vuoto” che a volte esiste tra le diverse generazioni e che ne rende difficile il dialogo.

mercoledì 18 aprile 2018

Opportunità per gli adulti

Come Chiesa siamo in cammino verso un Sinodo che non è “dei” ma “sui” giovani. Ci tengo a precisarlo perché a volte noto qualche incomprensione al riguardo parlando con i cristiani adulti. Il Sinodo non è una Giornata Mondiale dei Giovani che li vuole convocati e protagonisti principali, ora è la comunità adulta il principale destinatario del cammino da fare. Eppure vedo in giro tante iniziative per coinvolgere i giovani, il che va sempre bene, noto invece una certa immobilità della comunità adulta come se la cosa non la toccasse più di tanto. Il rischio è grosso, quello che il Sinodo arrivi e passi senza che in realtà sia cambiato niente nel come ci approcciamo al mondo dei giovani. Il Sinodo è per aiutare un corretto cambiamento di noi adulti e non dei giovani.