La
storia che vi racconto non è di nessun ragazzo in particolare, ma è quella di
tanti giovani che in questi anni ho avuto il dono di poter accompagnare nella
loro crescita, impegnati in un cammino a volte “misterioso” lungo il bel viale
dell’amore, senza che loro stessi sapessero bene cosa volesse dire, ma dentro
di loro qualcosa chiamava.
È
la storia di Adam, di ogni ragazzo e ragazza, lui aveva ben presente il
sentimento che provava per i genitori o per gli amici, ma sapeva che era altro
che cercava. Lo diceva chiaramente, lui voleva una ragazza che rompesse quella
solitudine che si portava dentro, quella ragazza che nei suoi sogni già
abbracciava e faceva sua, a volte prigioniera. La sua vita era riempita da
tante note: fame e sete, lotta, ricerca, sofferenza, desiderio, paura; infine
lo ammise: non so cosa vuol dire amare.
Ci
restava male, a volte si sentiva non all’altezza, eppure in lui non c’era niente
di male, è bello desiderare qualcuno, non è una cosa di cui vergognarsi, si
tratta però di far sì che il tutto non avvenga a caso e senza una ragione. Il
cammino era di aiutarlo a cogliere che dentro la ricerca, a volte portata
avanti in modo esagerato, risiedeva un qualcosa di profondo, una ricerca e una
fame che chiedeva di essere saziata da qualcosa che durasse per sempre.