Poco tempo fa in oratorio due ragazzi appartenenti a gruppi
diversi sono arrivati ai ferri corti, il tutto basato su sguardi reciproci
insistenti interpretati come sfida e affermazione della propria superiorità
sull’altro, come se con quelle occhiate uno dicesse all’altro che non valeva
niente ed era un poveretto. Da quanto raccolto successivamente, compresi che la
cosa si trascinava avanti da tempo senza che succedesse niente di particolare
se non questo scambio di sguardi; il tutto arrivo però a maturazione e si passo
nel giro di poco a uno dei due che letteralmente scoppio dicendone di cotte e
di crude all’altro con cose anche non del tutto sensate che andarono oltre al
tutto e mostrarono quanto grossa era montata la cosa dentro di lui, l’altro
ascoltò senza reagire per poi andarsene dando un pugno al muro e ottenendo in
cambio la rottura di alcune dita con conseguente ingessatura.
… qualche scarabocchio per cercare di interpretare gli enigmi degli adolescenti, per dare un senso a comportamenti apparentemente insensati, con una forte volontà di cercare di capire
lunedì 23 febbraio 2015
mercoledì 4 febbraio 2015
Giovani costruttori del Regno
Qualche giorno fa sono venuti a trovarmi due ragazzi che questa estate,
insieme al proprio gruppo parrocchiale, erano stati a fare una esperienza
estiva presso la comunità di Taizè; qui è un po’ difficile riassumere a quanti
non conoscono tale realtà di cosa si tratti precisamente, è possibile trovare
tante cose su internet, resta comunque una esperienza entusiasmante per tanti
giovani che vengono da tutto il mondo e che lì si ritrovano. Il motivo del
nostro incontrarci era il loro desiderio di tornare in questo luogo, se non
fosse stato per la scuola sarebbero partiti immediatamente, perché tornati a
casa non erano più riusciti a vivere quelle dimensioni che là tanto avevano
apprezzato e che tornati a casa non riuscivano a riprodurre. Solo la, dicevano,
era possibile sentirsi felici come si erano sentiti allora; sola là riuscivano
a trovare il tempo e la voglia di pregare e di far silenzio; solo là si
sentivano liberi di essere così come sono senza bisogno di preoccuparsi troppo
dell’opinione degli altri. Chiedevano cosa ne pensassi e desideravano aiuto per
sapere come poter realizzare il tutto anche tecnicamente: trasporto,
iscrizione, costo, ecc.
venerdì 30 gennaio 2015
Con chi devo fare l’amore?
Un giorno una ragazza
sedicenne entrò nel mio studio e in modo molto diretto mi chiese: conosco due
ragazzi, voglio che mi dica con quale dei due devo fare l’amore. Il tutto non
si esaurì in queste poche parole e diede ulteriori chiarimenti riguardo questa
sua richiesta, disse che conoscendosi sapeva che non sarebbe mai arrivata
vergine al matrimonio, allora voleva decidere con chi sarebbe accaduto senza
lasciare che il tutto andasse sull’onda del momento e dell’emozione. La scelta
era fra due, uno era il suo ragazzo che la attraeva molto fisicamente ma con il
quale le cose ultimamente sembravano cambiate, l’altro era un suo amico con il
quale si sentiva in sintonia per via dell’ascolto profondo che le regalava
quando si incontravano e della simpatia che ne era nata. Quindi?
Ero contento che fosse venuta, è un desiderio bello fare
l’amore
Dio non è contro il fare l’amore così come mi sembrava
avesse capito un giovane che mi chiedeva se marito e moglie dopo aver fatto
sesso dovevano confessarsi
Una ricerca bella che chiamava in causa tutto il suo essere
donna, quindi le chiesi cosa altro c’era di bello che la muoveva, che la
spingeva, che cercava?
Ma proprio perché era qualcosa di bello, andava messo in
contatto con tutto il resto e andava educato (in questa fase umanamente)
Occorre essere onesti con sé stessi: tu vuoi fare l’amore o
fare sesso, certamente fare l’amore per me presuppone un cammino ben più ampio,
lei comprese; mi chiarì che lei intendeva invece fare sesso.
Ci tenni a chiarire che la sua richiesta non avrebbe trovato
in me risposta, non ero lì per dirle cosa fare; avrei solo risposto alla
domanda “piccola” che si portava dentro, sarebbe andata a casa forse
rassicurata, ma non era quello che mi interessava.
mercoledì 7 gennaio 2015
Non abituiamoci alle stelle comete con la gobba all’ingiù
Nel mio paese come in tanti altri, avvicinandosi le
festività natalizie, i centri e le vie del paese vengono addobbati con diverse
forme illuminate, tra di esse spicca la stella cometa che ricorda quella che ha
guidato i Re Magi alla culla di Gesù. Quest’anno il nostro comune ha cambiato
il fornitore di queste illuminazioni ed è capitato qualcosa che mi ha fatto
prima sorridere e poi pensare. Le luminarie sono state montate usando fili con
lampadine, nel predisporre le stelle comete non è stata prevista la struttura rigida
per la coda ma solo per gli estremi, cosicché la forza di gravità ha fatto sì
che la forma della gobba sia all’ingiù invece che all’insù come indicherebbe il
suo cammino di discesa dal cielo verso la terra.
sabato 3 gennaio 2015
Il gruppo di amici e il tempo libero: cosa ripensare i cammini educativi
Oggi i ragazzi vengono cresciuti fin da piccoli
spinti per realizzarsi nel successo, che sia quello scolastico, sportivo,
relazionale o così via poca differenza fa; questo chiede di investire su
dimensioni che diano visibilità e una posizione che permetta agli altri di
notarlo, ci si rispecchia infatti nel riconoscimento dato dagli altri. Forse
detta così può suonarci male, ma come adulti siamo di fatto noi i primi autori
di questo modo con cui gira il mondo e delle istanze a cui i ragazzi sono
esposti ancora prima dell’adolescenza e che contribuisco a renderla così com’è.
Noi puntiamo su sport, scuola, immagine, soldi,
fama; i ragazzi alla fine dei conti preferiscono perseguire il tutto attraverso
quella che diventa una vera e propria nuova famiglia sociale: quella del gruppo
di amici, dei propri coetanei scelti autonomamente.
martedì 30 dicembre 2014
Quando le leggi non educano
Recentemente, nel comune dove svolgo il mio servizio,
un’ordinanza del sindaco per gli ultimi giorni dell’anno e i primi di quello
nuovo, vieta l’uso di botti e strumenti pirotecnici. Certamente è condivisibile
la preoccupazione e il desiderio di preservare l’incolumità di quanti mettono
in pericolo la propria salute con un uso non corretto di tali strumenti.
C’è però qualcosa che non mi convinceva, ho provato a
guardare la cosa da educatore e mi sono chiesto: ma non stiamo rischiando di
colpevolizzare i ragazzi e di indurli ad attuare comportamenti contro la legge
invece di aiutarli a non farlo?
lunedì 29 dicembre 2014
Maschio e femmina li creò
Alcune settimane fa, mentre parlavamo di temi che
riguardavano la dimensione morale della sessualità dell’uomo e della donna, una
ragazza normalmente riservata esclamò “perché la Chiesa ce l’ha con due uomini se
si amano?”; la sua domanda riguardava il tema più ampio del riconoscimento
delle unioni di persone con lo stesso sesso.
Né Dio né la Chiesa ce l’hanno con loro, Dio e la Chiesa non
sono mai contro la persona umana, la questione non riguarda un giudizio
particolare su casi specifici, non esistono persone di serie A e quelle di
serie B; la questione occorre che vada spostata dal piano personale, sul quale
non mi permetto di entrare, a quello morale riguardo ai principi guida della
vita.
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