L’altro giorno parlavo con un educatore che aveva
partecipato a un incontro con uno psicologo in gamba, riferendomi parzialmente
quanto era stato detto sottolineò una cosa che gli era rimasta particolarmente impressa.
Parlando delle famiglie, dell’attuale crisi, delle conseguenze che questa
porta, lo specialista evidenziò una assenza di quell’humus necessario perché
certe dinamiche, valori, logiche possano crescere all’interno della famiglia. Posso
trovarmi d’accordo con lui, ci sono stati grossi cambiamenti e la crisi della
realtà sociale e religiosa della famiglia ha influito molto su tutto quello che
le gira intorno.
… qualche scarabocchio per cercare di interpretare gli enigmi degli adolescenti, per dare un senso a comportamenti apparentemente insensati, con una forte volontà di cercare di capire
domenica 11 maggio 2014
giovedì 1 maggio 2014
Chiedimi se sono felice
(liberamente tratto dall’introduzione di M. Quoist
“Parlami d’amore”)
Avevo quattordic’anni…
forse quindici... o più, o meno... non importa!
Volevo vivere
ed essere felice, piacere agli altri, ma non sapevo per che cosa vivere, né come
vivere o perché far quello che facevo.
Allora
provavo, cercavo, sperimentavo, rischiavo. Lo facevo fino in fondo,
accompagnato dalla paura e a volte dalla vergogna; quante brutte figure fatte,
quanti desideri mi sembravano veri e invece…
Non riuscivo
a stare calmo e fermo, era come se avessi una gran fame.
martedì 29 aprile 2014
È bello ciò che è bello o è bello ciò che piace?
Il Signore replicò a
Samuele: "Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l'ho
scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede
l'apparenza, ma il Signore vede il cuore". (1Sam 16, 7)
Un pomeriggio ero a sedere nei campi dell’oratorio con un
ragazzo, facevamo due chiacchiere mentre guardavamo alcuni che facevano una
partita a calcio, come spesso capita la discussione naturalmente si sposta pian
piano da un livello leggero a uno più profondo, tanto che arriva a dire che
l’unica cosa che gli piace di se stesso è la voce. Le gambe sono troppo pelose,
il fisico troppo magro, niente pettorali, i capelli discutibili, il carattere
troppo altalenante e così via; non importa che abbia un bel gruppo di amici che
lo stima, che gli dicano che ha tante ragazze che stravedono per lui, che se la
cava più che discretamente a calcio, che qualcuno lo soprannomina Justin (dal
famoso Bieber cantante)… tutto questo non importa, lui si percepisce non
adeguato.
martedì 22 aprile 2014
Ognuno ha la propria Galilea
Nei Vangeli di Pasqua troviamo anche un passo di Matteo dove
Gesù risorto apparendo alle donne dice loro “Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei
fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno»” (Mt 28,10). C’è una
Galilea per ognuno di noi, sempre di più incontro giovani che mi chiedono dove
o come incontrare Gesù, io posso suggerire loro il dove e il come ma non sta a
me decidere il quando e il se ci sarà l’incontro con Dio.
mercoledì 16 aprile 2014
Perché tutto ciò che piace è peccato?
“Perché tutto ciò che piace è peccato?”, così esordiva una
giovane adolescente intrappolata da una parte dal desiderio per ciò che le
piace e dall’altro dai valori di riferimento che fin da piccole le sono stati
insegnati e che tutt’ora ha davanti inserita in un gruppo parrocchiale.
“A me piace, che male c’è?”, non c’è nessun male se una cosa
piace, anzi è proprio questo il punto.
lunedì 14 aprile 2014
Un’educazione disinteressata: dare l’esempio e niente pretese
Durante un momento di condivisione alla fine di un’esperienza
bella insieme a un gruppo di giovani, uno degli educatori cercando di mostrarne
il filo conduttore concluse dicendo “quello che dovete imparare da questi
momenti è che dovete fare…”, sicuramente è stato detto tutto con amore e in
buona fede, ma richiamo l’attenzione a un approccio che rischia di essere
“moralistico”, far fare delle esperienze per insegnare ai ragazzi cosa “devono
fare”.
venerdì 11 aprile 2014
Caro educatore sei cieco? Non vedi cosa c’è dentro!
Partecipando a una settimana di vita comunitaria mi è
capitato di poter osservare da vicino i vari riti di preparazione mattutina dei
ragazzi, non si trattava di un campo estivo lontano da casa, vivevamo insieme
una settimana normale che prevedeva la frequentazione delle lezioni a scuola
con tutto quello che comporta l’essere protagonisti di questo palcoscenico;
inoltre, fatto non del tutto trascurabile, si trattava di una settimana vissuta
insieme ragazzi e ragazze.
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