lunedì 18 febbraio 2019

Fede vs ragione

Qual è il rapporto tra fede e ragione? Che senso ha credere? Certo i nostri ragazzi non esprimono in questo modo le domande legate a una ricerca che, entrando in adolescenza, diventa piena di nuove domande e risposte da trovare intorno a tante questione che nell’infanzia avevano trovato una loro quiete. Eppure adesso il tutto esplode, con una maggiore capacità riflessiva e di astrazione maturata e quindi la necessità di arrivare in fondo alla ricerca del senso di una fede ricevuta e che ora devono decidere se fare propria o meno.
Sulla bocca di Elisabetta troviamo una espressione di lode per Maria: beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore(Lc 1,45). Che cosa significa credere? La fede è la risposta della persona umana a Dio che le rivela se stesso, dando allo stesso tempo una luce sovrabbondante all’uomo in cerca del senso ultimo della sua vita.
Il cammino che ci si pone davanti è quindi fin da subito di impronta relazionale con la presenza di due protagonisti: l’uomo e Dio.

giovedì 7 febbraio 2019

ADULTI IN CORSO - Amici, compagni, complici

ADULTI IN CORSO: una serie di incontri per genitori, educatori, insegnanti e tutti coloro che hanno a che fare quotidianamente con gli adolescenti. Non abbiamo le soluzioni a tutto, ma almeno certe cose le si possono almeno capire.

In questo quarto confronto ci soffermeremo a riflettere sulla dimensione dell'amicizia e del gruppo, nel periodo dell'adolescenza assumono il ruolo di nuova famiglia sociale nella quale maturano i valori di riferimenti e i comportamenti. Accanto a questa seconda famiglia se ne affianca anche una terza che è formata dalle relazioni del proprio mondo virtuale.




Qui sotto il link per scaricare le slide usate durante l'incontro:
https://drive.google.com/file/d/1XWzIl8kfYWc4H7ezcY_F03NQSMNNCa9w/view?usp=sharing

lunedì 28 gennaio 2019

Gruppi e gruppo in adolescenza

Quando si parla con gli adulti, della loro vita, delle difficoltà e gioie, difficilmente si dedica tempo a parlare delle proprie relazioni amicali. Piuttosto i temi sono: lavoro, famiglia, passioni. Questo dice anche spesso della fatica di un adulto ad avvicinarsi con empatia e comprendere, l’importanza che ricopre per un adolescente sentirsi parte di un gruppo di amici liberamente scelto: gruppo informale dei pari.
I ragazzi fra i dodici e i diciott’anni, anche se può sembrare diversamente, sono degli affamati di relazioni e in costante ricerca di amici. L’amico è per loro necessario per capire chi si è, ci deve essere. Altrimenti? Si rischia di rimanere in attesa nella vita e certe cose non farle mai, non si trova la voglia. Per vivere si aspetta l’amico, uno “simpatico”, termine che i ragazzi traducono in modi diversi e variopinti, rimane comunque colui del quale non mi interessa primariamente la bellezza, la bravura, la ricchezza, o cose del genere, ma la cui vita risuoni in consonanza con la mia. Sì proprio come uno strumento musicale che suonato insieme agli altri ti rendi conto se è accordato o meno allo stesso tono.
Se dovessimo chiedere a un ragazzo perché ha scelto di far parte di un gruppo e proprio di quello, la risposta sarà circa la seguente: perché mi trovo bene, mi sento a mio agio, siamo uguali tra noi, c’è intesa.

sabato 19 gennaio 2019

Omogenitorialità

Entro in punta di piedi dentro questo tema, consapevole che chi legge possa legarvi propri vissuti, non desidero essere invadente e neanche giudicante nei confronti di quanti possano sentirsi chiamati in causa. La riflessione che in questi anni sto portando avanti, il modello antropologico che ne emerge, l’incontro con tanti ragazzi e genitori, le nuove sfide che il pensiero contemporaneo accendono, l’attualità di certi interventi istituzionali: tutto questo mi accompagna nel desiderio di dare un contributo al tema in oggetto.
Credo occorra evitare le battaglie sui dati delle ricerche, con onestà occorre riconoscere che i risultati sono contradditori e discussi, mediano visioni ideologiche da entrambe le parti, tanto vale quindi portare la discussione oltre un piano solo tecnico . 
Come mi è capitato in altri mie interventi, dovendo scegliere, decido di stare dalla parte del bene dei ragazzi: è questo che mi muove. Lo dico soprattutto per quelle volte, in cui casi specifici sono stati usati per affermare un diritto individuale di qualsiasi coppia a fare da genitori, il diritto quindi ad avere un figlio. Io giro la questione: il diritto del figlio ad avere accanto figure genitoriali che lo accompagnino nel lungo cammino di crescita. Lo dico per il grande rispetto e considerazione che ho per il ruolo importante assunto dai genitori accanto a un ragazzo, con tutte le ricadute sul suo futuro. Non è possibile evitare di porsi la questione in oggetto.

giovedì 3 gennaio 2019

ADULTI IN CORSO - La vita è già stupefacente

ADULTI IN CORSO: una serie di incontri per genitori, educatori, insegnanti e tutti coloro che hanno a che fare quotidianamente con gli adolescenti. Non abbiamo le soluzioni a tutto, ma almeno certe cose le si possono almeno capire.

In questo terzo confronto ci soffermeremo a riflettere sul vasto mondo delle sostanze psicoattive (fumo, alcool, droga...), cercando di entrare in contatto sui motivi e le ricerche di senso a volte non espresse dai nostri ragazzi... cercheremo di capire.





Qui sotto il link per scaricare le slide usate durante l'incontro:
https://drive.google.com/file/d/1Hvkv6RUGBnRvBWW3VwEenEM-lHfXQXDH/view?usp=sharing

mercoledì 12 dicembre 2018

Messa dei Giovani

Stiamo sperimentando, con i ragazzi dalle 3 media alle 5 superiore, messe (feriali e festivie) celebrate apposta per loro, che li vede animatori della liturgia e destinatari particolari per quanto riguarda linguaggi e segni usati.
La proposta non arriva come un qualcosa di occasionale buttato un po’ lì per provare qualcosa di nuovo, è dentro una riflessione più ambia riguardo i cambiamenti intervenuti nel mondo giovanile di questi anni e nato dal confronto con i loro educatori.
Il tema proposto non è nuovo nel suo genere, non vuole ricalcare necessariamente tentativi fatti nel passato. Agli adulti l’argomento proposto potrebbe richiamare il movimento nato nel post concilio riguardo la Messa Beat e per citare un autore fra tutti, Marcello Giombini. Era la volontà di dare ai giovani un modo di pregare cantando secondo criteri vicini alla loro vita (sia come strumenti e melodie, che con la gioia che li caratterizzava).

mercoledì 5 dicembre 2018

Bocciato! E adesso?

A volte capita, anche dopo speranze basate sull’impegno degli ultimi momenti volto a evitare questo giudizio finale. Sembra che ai ragazzi non interessi più di tanto, minimizzano con un modo di fare un po’ “superiore”. Ma se si va oltre l’apparenza di una certa arroganza, si vede come sotto c’è ben altro. Ci troviamo davanti a un ragazzo che soffre, ferito. Sì la bocciatura è conseguenza di un anno oggettivamente andato male, non c’è niente da dire, però sotto sotto personalmente lo si vive come un fallimento di cui vergognarsi. Per questo non occorre aggiungere dolore a dolore, tenendosi lontani da più o meno impliciti riferimenti al fatto che quanto accaduto possa averci deluso, del resto non siamo noi a essere stati bocciati quindi, per il momento, lasciamo da parte le nostre sofferenze e mettiamo al centro quelle dell’adolescente.
L’impegno è cercare di capire i motivi del perché ci si è arrivati, questo ci permette di decidere anche quale strategia mettere in campo adesso e per il prossimo anno. Qualcosa di storto deve esserci stato, occorre che salti fuori anche se non è mai facile confrontarsi con i propri errori (o quelli del figlio). Evitiamo di nasconderci dietro a facili escamotages, che sicuramente aiutano a placare il dolore, ma non a decidere il meglio da fare. Sì forse gli insegnati sono stati un po’ severi, potevano avvisare prima, noi potevamo stare più attenti, seguirlo di più, ma non può essere solo questo. Qualcosa deve essere andato in modo diverso rispetto i progetti fatti a inizio anno.