venerdì 16 novembre 2018

AAA Adulti cercasi

C’era una volta l’adolescente che voleva fuggire dalla famiglia, “uccidere” il padre e lottare contro lo strapotere rappresentato dagli adulti. C’era una volta, ma ora non c’è più. I ragazzi di oggi, pur mantenendo il desiderio di una necessaria emancipazione dalla famiglia di origine, hanno però cambiato il proprio sguardo nei confronti degli adulti e della loro presenza lungo il cammino di crescita.
Oggi i ragazzi sono attenti cercatori di figure capaci di riferimento sulle quali poter fare affidamento, non si accontentano certamente del primo che passa per la strada, cercano competenza, passione e impegno per potersi fidare.
Adulti competenti che possono entrare autorevolmente in gioco in tante situazione critiche attraversate dagli adolescenti, per dare il proprio contributo al cammino di relazioni tanto centrale per la vita di oggi, nel quale non sempre i nostri ragazzi sanno ben regolarsi, che presenta eccessi di ricerca di riconoscimenti e di potere sugli altri, dove la visibilità è importante per ottenere popolarità, dove il conflitto può fare del male. 

venerdì 9 novembre 2018

ADULTI IN CORSO - Hai la testa vuota?! Il cervello dell'adolescente

ADULTI IN CORSO: una serie di incontri per genitori, educatori, insegnanti e tutti coloro che hanno a che fare quotidianamente con gli adolescenti. Non abbiamo le soluzioni a tutto, ma almeno certe cose le si possono almeno capire.

In questo primo confronto ci soffermeremo su come funziona il cervello dell'adolescente, questo infatti aiuta comprendere meglio certi comportamenti dei nostri ragazzi, non legati a cattiva volontà, ma al fatto di non essere ancora maturi e quindi non riuscire a fare certe cose che per noi adulti sono tanto scontate.




Qui sotto il link per scaricare le slide usate durante l'incontro:
https://drive.google.com/file/d/14epyLJOPR4AF1KCushkm4spIvphMjC36/view?usp=sharing

venerdì 2 novembre 2018

Mettersi in mostra a tutti i costi?

Nelle mesi passati, le notizie di cronaca, hanno riportato alla luce un fenomeni spesso taciuto ma diffuso nella vita dei nostri adolescenti e che in alcuni casi eclatanti porta non solo a rischiare la vita, ma a perderla. Sdraiarsi in mezzo a una strada, attraversarla in bici a occhi chiusi, scattare selfie estremi, provare nuove esperienze diffuse da social.
Di fronte a tutto questo come adulti facciamo fatica a trovare la voglia di capire, ci colpiscono troppo, quindi tendiamo a farcene giudizi affrettati, a contrassegnarli come comportamenti infantili e provocatori solo di alcuni “disagiati”.
Un certo orientamento al rischio è proprio dell’adolescenza in qualsiasi epoca, fa parte della fase evolutiva vissuta. Con il passare del tempo vi si sono però legate diversi tipi di significato, merita pertanto, mettendo da parte i pregiudizi, di chiedersi oggi che cosa ci narrano della vita dei nostri ragazzi.
Gli adolescenti non sono stupidi, si sentono però fragili, in un momento in cui il passaggio dall’essere bambini (ultra tutelati) a dover ora entrare in contatto con una grande verità della propria vita: siamo mortali. Nonostante sia un dato di fatto, non è detto che la cosa stia loro bene, certamente non la paura che da questa cosa emerge. Si cerca di allontanarla, controllarla, sfidarla, e per poterlo fare occorre mettere se stessi alla prova dei fatti.

giovedì 25 ottobre 2018

Stupefacente è la vita non la droga

I tipi di droghe in commercio sono più di quelle che immaginiamo, ne escono fuori nuove ogni anno, così che un approccio tecnico/pratico alle “sostanze” rischia di non essere efficace, così come non risolutivo sarebbe il cavalcarne la “liberalizzazione”. Anche il solo metodo repressivo, pur essendo necessario, non risolve la cosa dal momento che molte volte arriva in ritardo e non sempre riesce ad essere aggiornato su questo commercio; inoltre rimane sotto gli occhi di tutti come anche alcool e tabacco (droghe legali) costituiscono un rischio elevato.È richiesta una riflessione più ampia e un cammino da portare avanti con i nostri ragazzi, mettendo al centro loro e non la questione “in generale” dell’abuso di sostanze psicoattive. Perché questa precisazione?
In una città di medie dimensioni come Reggio Emilia, con un polo scolastico multidisciplinare, le probabilità che un ragazzo non entri in contatto più o meno diretto con il variopinto mondo della droga, sono quasi nulle.
L’età dell’adolescenza è la più delicata e chiede di avere un’attenzione maggiore rispetto le altre. In questo periodo dello sviluppo la formazione del cervello è ancora molto in costruzione. Con esso crescono e si consolidano le strutture celebrali che ne faranno l’adulto di domani. Sappiamo inoltre come la vita dei nostri ragazzi sia già esposta a una serie di altre dipendenze, il che mostra una debolezza che chiede di essere difesa e accompagnata.

mercoledì 10 ottobre 2018

MI FIDO DI TE - Ripensare l'educazione

Mentre noi ci stupiamo dei cambiamenti in atto all’interno del mondo giovanile, i ragazzi ci chiedono di risintonizzarci su un nuovo modo di vivere, sì perché del resto non è obbligatorio fare come si è sempre fatto.
Occorre quindi prendere contatto delle novità di cui sono portatori, di come oggi rimangono in contatto con gli altri, di cosa li affatica nel sognare il futuro, come aiutarli a sentirsi adatti e capaci a questo compito così importante, comunicando loro che ce la possono fare.
Per favorire tutto questo, è necessario stabilire relazioni corrette con loro, basate sulla fiducia. Come adulti dobbiamo credere e dimostrare che è possibile il nascere di uno spazio di vita dove giovani e persone adulte o anziane, riescono ad allearsi fra di loro in un cammino comune. 
Non è possibile compiere il cammino appena proposto senza sperimentare la necessità di rimettersi in gioco innanzitutto noi adulti, di affrontare anche le fatiche e i limiti che accompagnano l’opera educativa.
L’approccio che troverete è di tipo spirituale, dove questo termine fa riferimento allo Spirito del Risorto che soffia in ogni vita e che per questo coinvolge tutto quanto in essa passa, tutta quanta la persona con le sue diverse dimensioni è chiamata a mettersi in gioco e trovare un punto di sintesi. Per questo l’esigenza di un approccio spirituale chiede di passare attraverso tutto il dato umano, corporeo e psicologico che appartiene allo specifico di ogni essere umano, con il coraggio di non fermarsi lì.

martedì 2 ottobre 2018

Tranquilli, sugli adolescenti stiamo sbagliando tutti

Non sono all’altezza, dove sto sbagliando, ci vorrebbe un altro al mio posto, cerco di dire dei no ma non funziona, gli lascio i suoi spazi ma m’ignora, internet c’è non si può far finta che non sia così, con i cellulari adesso basta è ora di finirla, un qualche ceffone ogni tanto fa bene, cerco di non fargli mancare niente. Niente sembra funzionare, dove stiamo sbagliando? 
Mi capita di incontrare tanti adulti, appassionati ma spaesati di fronte a un’adolescenza che faticano a comprendere, ne provano tante ma sembra che non ci sia via d’uscita.
Finora mi sono sempre concentrato molto sui ragazzi, solo ultimamente ho seriamente preso atto che non ci si può occupare di loro dimenticandosi dei loro adulti di riferimento, non si può lavorare per ridare speranza alla vita dei giovani se non lo si fa anche per quanti oggi sono chiamati a pensarne e prepararne il futuro.
Qualcosa di nuovo serve, anche perché gli adolescenti di una volta non ci sono più (sono cresciuti), anche i genitori, gli insegnati, gli allenatori, i preti di un tempo sono cambiati (se non rare eccezioni che non mollano). Non si può quindi tornare a modelli vecchi, durante l’infanzia li abbiamo coccolati aprendo loro un’infinità di possibilità facilitando tutte le loro doti, è un po’ difficile ora che sono cresciuti tornare a una impostazione educativa fatta di divieti come quella che andava per al maggiore in passato.

martedì 25 settembre 2018

La relazione con il ragazzo in BP

Baden Powell, chiamato BP dai sui figli spirituali, è da tutti riconosciuto come il fondatore del vasto movimento scautistico. Vissuto nella seconda metà del diciannovesimo secolo ha lasciato un forte impulso all’educazione delle giovani generazioni. 
Nelle sue parole troviamo la fonte da cui tutto è partito, un movimento che poi è cresciuto in tempi e luoghi molto diversi tra loro, cercando di incarnare nel meglio possibile, anche secondo proprie specificità, un metodo per accompagnare i ragazzi nel cammino della loro crescita.
In Italia sono tre le principali associazioni che cercano di incarnare oggi nella nostra nazione il cammino scout perché possa essere un itinerario possibile per i ragazzi d’oggi. Senza dimenticarmi del tempo passato, il mio desiderio ora è quello di ritornare il più possibile vicino al modello iniziale di BP, alle sue parole, alle intuizioni che credo oggi ancora tanto profetiche e a volte dimenticate da quanti continuano oggi la sua opera.
Per evitare di riempire il testo di note a piè pagina con il riferimento delle diverse citazioni, mi prendo la libertà di riportare in maniera diretta le parole di BP con la sola attenzione di metterle in corsivo, rielaborando il resto secondo il mio pensiero che mi auguro possa rimanere più vicino possibile a quello di chi considero innanzitutto per me un vero maestro.