mercoledì 19 settembre 2018

Raddrizzare le righe storte

Un gruppo di ragazzi in gamba, ma scalmanato, della parrocchia ha visto bene un giorno di divertirsi nella sala giochi a tirare alcune palle del biliardo contro il muro, essendo in cartongesso vi lascio immaginare le impronte e i buchi comparsi. Ovviamente non tutti lo avevano fatto, ma pur chiedendo loro chi fosse stato, il rapporto forte di gruppo dal quale in una certa età si dipende, non ha permesso di scoprire i veri responsabili (anche se di fatto tutti sapevano di chi si trattasse). Il loro silenzio non l’ho colto come omertà, già in altri interventi ho parlato di come il gruppo sia molto importante nel cammino di crescita e di scoperta della propria identità, tanto da diventare come una seconda famiglia che chiede una fedeltà reciproca forte. Rimane il fatto che una situazione di ingiustizia chiedeva di essere rimediata, così fu chiamato nuovamente in causa il gruppo affidandogli la responsabilità di rimediare, non come punizione, ma per scoprire insieme la capacità di fare il bene e di esserne solidali.

giovedì 13 settembre 2018

L’amicizia può essere virtuale?

È un tema molto scottante sul quale ho sentito spesso gli adulti dibattere, la maggior parte delle volte “contro” la piaga che sta prendendo la cosa, certamente non tutto è positivo, ma occorre anche che stiamo attenti a considerare valida o meno una cosa solo basandoci su come facevamo noi con i nostri amici alla loro età, il mondo era diverso e anche i giovani lo sono.
Certamente questa relazione assume comportamenti e abitudini diversi da quelli che verrebbero usati in una relazione classica.
Una delle cose spicca maggiormente è l’assenza concreta del corpo, del contatto, della presenza sensoriale dell’altro. Da una parte quindi avviene una separazione tra sentimenti, ricordi, parole che vengono trasmesse, dall’altra proprio l’assenza del corpo può facilitare una relazione più autentica eliminando tutte le tensioni legate alla vergogna e alla paura di non essere accettati per come si è.

mercoledì 5 settembre 2018

Adulti appassionati

Vivere da adulti accanto a un adolescente chiede una capacità di riposizionamento relazionale rispetto a quando avevamo a che fare con un bambino. A tutti voi, adulti di oggi, il mio grande rispetto e vicinanza per un ruolo particolarmente difficile, ma anche un incoraggiamento a vivere fino in fondo un ruolo di cui c’è tanto bisogno. Non è semplice, non solo perché i tempi sono cambiati, ma perché questo ci chiede in contemporanea da una parte il saperci mettere da parte, dall’altra rimanere presenti e pronti nel caso ci fosse bisogno di noi. È un equilibrio difficile senza regole generali, che deve essere molto attento allo specifico del ragazzo e delle tante relazioni che vive. 
I ragazzi nel loro cammino di crescita e di ricerca di senso, insieme a gioie incontrano anche dolori, a volte essi provengono da scelte o condotte fatte un po’ per caso, ma dalle quali fanno fatica a staccarsi perché non trovano altro a cui aggrapparsi. Può capitare così che, un atteggiamento così tanto per provare, rischi di diventare parte stabile della loro identità: può essere che un ragazzo violento non lo sia in realtà o non lo sarebbe se fosse stato aiutato, se avesse trovato, un altro modo per gestire il dolore e la ricerca che si porta dentro.

giovedì 16 agosto 2018

AGESCI: un sogno educativo che si fa realtà

Il mio incontro con il mondo degli scout fa parte del mio cammino di prete di questi ultimi anni, ho ritrovato in esso tante delle dimensioni che già nel corso del mio breve cammino accanto ai giovani avevano dato forza al mio impegno. Quest’associazione giovanile educa secondo un progetto molto articolato e difficile da riassumere in poche parole, desidero solamente condividere alcuni degli aspetti più rilevanti, sperando che nasca in tanti il desiderio di approfondirne la conoscenza e a me rimanga la possibilità di continuare a crescerci dentro come cristiano e come prete.
Dovendo fare una scelta, decido di prendere spunto dal “Patto Associativo”, esso rappresenta già per sua indicazione una sintesi del progetto portato avanti dall’AGESCI, che nel mondo ampio dello scoutismo si pone come una realtà in comunione con la Chiesa e che chiede fedelmente aiuto a Dio per portare avanti la propria opera di testimonianza nel mondo, almeno così promettono[1]tutti coloro che desiderano farne parte. Tutto questo è stato possibile grazie a quello che viene riconosciuto, a livello mondiale, il fondatore di tutto il movimento, si tratta di Baden Powell (amichevolmente chiamato dai suoi figli spirituali BP), per parlare di lui occorrerebbe al momento troppo spazio, sappiate solo che dietro a tutto, anche se non viene nominato, c’è anche il suo zampino.

mercoledì 1 agosto 2018

Caparbietà dell’amore: amare sino alla fine

Penso di non esagerare dicendo che tutti gli adulti, se in un qualche modo passano un pezzo della propria vita accanto agli adolescenti, prima o poi un po’ di crisi la passano, io per primo. C’è chi definisce questa fascia giovanile come un’età misteriosa e quasi sospesa, credo che questo sia un pregiudizio che spesso ci porta a fraintenderla così da accostarvisi in modo sbagliato. 
Certo per noi ci possono essere tante cose di difficile interpretazione, ma per un ragazzo la propria vita è molto più luminosa e ricca di senso rispetto a quello che noi vediamo, occorre aver fiducia di questo “qualcosa di più” che nonostante la nostra “esperienza” noi non riusciamo a penetrare, eppure funziona. Siamo un po’ spaventati da una maturità e un equilibrio che non ritroviamo negli adolescenti, esse sono conquiste nostre trovate nel cammino di maturazione, non lo sono ancora per loro e ha un senso che sia così.

lunedì 9 luglio 2018

Semplicemente grazie


In queste settimane qui in parrocchia accade che un centinaio di ragazzi della nostra unità pastorale trascorrano il loro tempo finalmente libero dalla scuola, prendendosi cura dei bambini, con gioia e tanta vivacità. Non tutto sempre è stato facile o è andato come doveva, qualcuno ha fatto fatica non sempre dimostrandosi all’altezza. Ma ugualmente c’erano tutti, con il loro desiderio di spendersi insieme per fare del bene, proprio dentro le nostre comunità dove tanti spesso ne sottolineano l’assenza. Stavolta, come in tanti altri casi, c’erano.
Stiamo parlando di qui giovani che vediamo in giro per le piazze, casinisti sui tram, in giro le per autostrade del web, fermi al bar per bere una birra e fumarsi una sigaretta (anche quando non ne hanno l’età). Quei ragazzi che diciamo che non ci ascoltano, ma poi passano dal disimpegno al coinvolgimento quando li si riesce a rendere protagonisti, che se la prendono quando ci lamentiamo di loro tornando però presto cercando di fare meglio di prima. Scappano dalle loro famiglie volendone sentire parlare il meno possibile per poi finire a essere lì per i figli degli altri. Il naso in chiesa ce lo mettono raramente, ma non perdono l’occasione di celebrare la liturgia della loro vita a servizio degli altri in quel “sacramento” di Cristo che sono i più piccoli. 

lunedì 4 giugno 2018

Camminare con i giovani: la fatica ne vale la pena

Il documento preparatorio al Sinodo sui Giovani, nella sua terza parte, conclude il tutto con un capitolo dedicato all’azione pastorale che contiene indicazioni utili a trarre conseguenze concrete perché le nostre comunità siano capaci di convertirsi a modalità di maggior accoglienza nei confronti delle giovani generazioni. La domanda iniziale che ci si pone riguarda il cosa si debba intendere per la Chiesa l’accompagnare i giovani ad accogliere la chiamata alla gioia del Vangelo. 
Si tratta innanzitutto di prendere sul serio la cosa. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un’affermazione scontata, eppure troppo spesso mi scontro con un approccio semplicistico al mondo dei ragazzi, visti come “piccoli” dalla cui vita non c’è da imparare niente. Ascolto adulti che ridono, prendendo in giro, diversi modi di fare dei giovani, sviliscono le loro ricerche esagerate, i loro modi strani e imprevisti di affrontare le cose, che si pavoneggiano affermando sicuri: noi alla loro età non eravamo così!