venerdì 6 ottobre 2017

Sentirsi gratificati

Al giorno d’oggi non è semplice coinvolgere i giovani nelle iniziative che gli adulti preparano per loro, i motivi sono diversi, tra di essi uno che emerge dai cambiamenti avvenuti nelle nuove generazioni, è l’importanza che viene attribuita a una esperienza in base alla sua capacità di dare “gratificazione”, non perché questo sia fine a sé stesso, ma perché da ciò deriva il sentirsi importanti, realizzati, potenti, adeguati, in grado di essere utili a un mondo del quale sentirsi partecipi. Se questo non avviene, risulta più facile che non giunga a maturazione la scelta di partecipare a un determinato evento loro proposto.

giovedì 28 settembre 2017

Non sono figurine di un album

Siamo sempre a caccia di soluzioni per risolvere l’annoso problema degli adolescenti che smettono di frequentare gli spazi ecclesiali, mi sembra quasi di tornare quando ero ragazzo e collezionavo le figurine da mettere dentro il mio album e chi ne aveva di più poteva vantarsene. Con i ragazzi non è così, anche se a volte sembra ascoltando alcuni discorsi tra gli educatori: ma tu quanti ne hai, chi ti manca, cosa sei disposto a fare per averlo, ce li scambiamo o li uniamo?
Sì perchè le aspettative sono tante, del resto è molto l’impegno che come parrocchia ci mettiamo: catechismo, grest, feste, campeggi, ecc. Ci si aspetta quindi che continuino anche da ragazzi, anche perché continuiamo ad offrire loro tutto il necessario perché questo avvenga, così cominceranno a restituire qualcosa di quanto hanno ricevuto, ci potranno dare il cambio, ecc.

giovedì 21 settembre 2017

EducArte - Il secondo libro sull'educazione

Si tratta del secondo libro scritto da don Paolo sui temi dell’educazione, mettendo al centro i giovani “concreti”, di oggi, volendone interpretarne le aspirazioni e gli ideali.

L’educazione delle giovani generazioni è una sfida per le istituzioni e il mondo adulto. Ecco un libro pensato per educatori, genitori e insegnati con progetti, proposte e suggerimenti concreti per far scoprire ai ragazzi la fede in Gesù.

giovedì 14 settembre 2017

Adolescenti e vita spirituale

È un dato di fatto, criticabile ma non bypassabile, che i giovani di oggi giudichino le cose secondo criteri diversi dai nostri, in particolare per loro una cosa è importante se attraente, indicando con questo anche l’aspetto estetico che porta a prenderne immediatamente una posizione secondo criteri che sono anche emozionali; la partecipazione a un evento è qualcosa di “sentito” nel senso che per loro ha una grande importanza la dimensione affettiva e relazionale nel giudicare una cosa con tutto quello che si porta dietro al riguardo un certa fragilità ancora in maturazione; inoltre i criteri di comunicazione riferiti ai nuovi linguaggi di socializzazione e di scambio maturati in questi ultimi anni, sono molto diversi da quelli ai quali eravamo abituati noi non più giovani.

giovedì 7 settembre 2017

Gruppi formali e informali

C’è una domanda che tiene svegli genitori ed educatori i ragazzi in procinto di fare la Cresima: rimarranno o se ne andranno? Una risposta unica non c’è, anche se ce ne sono tante che contribuiscono a spiegare un fenomeno che solitamente lascia a bocca aperta intere comunità di adulti. Qui mi soffermerò a trattare della posizione presa dai ragazzi nei confronti dei gruppi formali e informali, mentre in atri articoli ho già avuto occasione di trattare il fenomeno da altri punti di vista.
Normalmente, il cammino d’iniziazione cristiana, avviene in gruppi omogenei di età, con uno stile che tende a ripetersi nel tempo nonostante l’età cambi. Si convocano bambini e ragazzi in strutture per incontri pensati per loro da adulti, notando che a un certo punto, proprio con l’inizio dell’adolescenza, il modello va in crisi.

giovedì 24 agosto 2017

Figli fratelli feriti

Capita spesso che alcuni gruppi usino per comunicare rapidamente fra di loro strumenti di messaggistica istantanea; è successo anche a un gruppo di ragazzi di terza media che insieme ai propri educatori se ne servivano per tenersi aggiornati sulle novità. Purtroppo l’utilizzo di questi mezzi non è senza rischi tipici di una comunicazione non diretta, tante volte gergale, ma che però rimane scritta, un modo di comunicare con il quale tutti dobbiamo ancora prendere un po’ le misure.
Per tornare comunque al caso di cui vi voglio parlare, un giorno è successo che da un gruppo formato su una delle piattaforme più famose di messaggistica istantanea, una delle componenti uscisse senza dirne il motivo, immediatamente tutti cercarono di capire il perché, non esisteva una ragione specifica e immediata, ma più una serie di fattori che pian piano vennero a galla con il contributo di tanti. Purtroppo il discorso degenerò scadendo in una sfilza di parole fuori luogo e offese più o meno dirette alla ragazza uscita che, in quanto tale, non poteva neanche rispondere. Il tutto non rimase a sua insaputa e neanche a quella dei genitori e degli educatori che faticarono a fermare l’escalation che si era innescata.

domenica 13 agosto 2017

Autoeducazione

Il termine “educazione”, nel suo significato letterale, significa “tirar fuori”, si riferisce all’impegno esercitato per aiutare un ragazzo a crescere facendo fiorire le enormi capacità che si porta dentro, come protagonista di questo processo. A essa si affianca un altro processo, molto più diffuso ai giorni nostri, quello dell’istruzione, che mira invece a “riempire” di nozioni o contenuti un giovane, un qualcosa quindi che avviene dall’esterno della vita, normalmente standardizzato secondo modelli prestabiliti.
Dal confronto di questi due processi, non sempre conciliabili fra loro, nasce il perfezionarsi di un nuovo approccio per quanti si affiancano al cammino di crescita degli adolescenti: l’autoeducazione. Essa fa forza sulla capacità del singolo, di attivare energie capaci di nutrire il percorso evolutivo, per questo si concentra nel riuscire a far nascere nel ragazzo il desiderio e l’impegno di imparare da sé, chiaramente affiancato in quest’opera da chi più adulto, ha ben in testa le coordinate principali di riferimento, nonché i contenuti che di volta in volta saranno necessari per colmare quanto la vita ancora non è riuscita a dare.