Il termine “educazione”, nel suo significato letterale,
significa “tirar fuori”, si riferisce all’impegno esercitato per aiutare un
ragazzo a crescere facendo fiorire le enormi capacità che si porta dentro, come
protagonista di questo processo. A essa si affianca un altro processo, molto
più diffuso ai giorni nostri, quello dell’istruzione, che mira invece a
“riempire” di nozioni o contenuti un giovane, un qualcosa quindi che avviene
dall’esterno della vita, normalmente standardizzato secondo modelli prestabiliti.
Dal confronto di questi due processi, non sempre
conciliabili fra loro, nasce il perfezionarsi di un nuovo approccio per quanti
si affiancano al cammino di crescita degli adolescenti: l’autoeducazione. Essa
fa forza sulla capacità del singolo, di attivare energie capaci di nutrire il
percorso evolutivo, per questo si concentra nel riuscire a far nascere nel
ragazzo il desiderio e l’impegno di imparare da sé, chiaramente affiancato in
quest’opera da chi più adulto, ha ben in testa le coordinate principali di
riferimento, nonché i contenuti che di volta in volta saranno necessari per
colmare quanto la vita ancora non è riuscita a dare.