giovedì 21 settembre 2017

EducArte - Il secondo libro sull'educazione

Si tratta del secondo libro scritto da don Paolo sui temi dell’educazione, mettendo al centro i giovani “concreti”, di oggi, volendone interpretarne le aspirazioni e gli ideali.

L’educazione delle giovani generazioni è una sfida per le istituzioni e il mondo adulto. Ecco un libro pensato per educatori, genitori e insegnati con progetti, proposte e suggerimenti concreti per far scoprire ai ragazzi la fede in Gesù.

giovedì 14 settembre 2017

Adolescenti e vita spirituale

È un dato di fatto, criticabile ma non bypassabile, che i giovani di oggi giudichino le cose secondo criteri diversi dai nostri, in particolare per loro una cosa è importante se attraente, indicando con questo anche l’aspetto estetico che porta a prenderne immediatamente una posizione secondo criteri che sono anche emozionali; la partecipazione a un evento è qualcosa di “sentito” nel senso che per loro ha una grande importanza la dimensione affettiva e relazionale nel giudicare una cosa con tutto quello che si porta dietro al riguardo un certa fragilità ancora in maturazione; inoltre i criteri di comunicazione riferiti ai nuovi linguaggi di socializzazione e di scambio maturati in questi ultimi anni, sono molto diversi da quelli ai quali eravamo abituati noi non più giovani.

giovedì 7 settembre 2017

Gruppi formali e informali

C’è una domanda che tiene svegli genitori ed educatori i ragazzi in procinto di fare la Cresima: rimarranno o se ne andranno? Una risposta unica non c’è, anche se ce ne sono tante che contribuiscono a spiegare un fenomeno che solitamente lascia a bocca aperta intere comunità di adulti. Qui mi soffermerò a trattare della posizione presa dai ragazzi nei confronti dei gruppi formali e informali, mentre in atri articoli ho già avuto occasione di trattare il fenomeno da altri punti di vista.
Normalmente, il cammino d’iniziazione cristiana, avviene in gruppi omogenei di età, con uno stile che tende a ripetersi nel tempo nonostante l’età cambi. Si convocano bambini e ragazzi in strutture per incontri pensati per loro da adulti, notando che a un certo punto, proprio con l’inizio dell’adolescenza, il modello va in crisi.

giovedì 24 agosto 2017

Figli fratelli feriti

Capita spesso che alcuni gruppi usino per comunicare rapidamente fra di loro strumenti di messaggistica istantanea; è successo anche a un gruppo di ragazzi di terza media che insieme ai propri educatori se ne servivano per tenersi aggiornati sulle novità. Purtroppo l’utilizzo di questi mezzi non è senza rischi tipici di una comunicazione non diretta, tante volte gergale, ma che però rimane scritta, un modo di comunicare con il quale tutti dobbiamo ancora prendere un po’ le misure.
Per tornare comunque al caso di cui vi voglio parlare, un giorno è successo che da un gruppo formato su una delle piattaforme più famose di messaggistica istantanea, una delle componenti uscisse senza dirne il motivo, immediatamente tutti cercarono di capire il perché, non esisteva una ragione specifica e immediata, ma più una serie di fattori che pian piano vennero a galla con il contributo di tanti. Purtroppo il discorso degenerò scadendo in una sfilza di parole fuori luogo e offese più o meno dirette alla ragazza uscita che, in quanto tale, non poteva neanche rispondere. Il tutto non rimase a sua insaputa e neanche a quella dei genitori e degli educatori che faticarono a fermare l’escalation che si era innescata.

domenica 13 agosto 2017

Autoeducazione

Il termine “educazione”, nel suo significato letterale, significa “tirar fuori”, si riferisce all’impegno esercitato per aiutare un ragazzo a crescere facendo fiorire le enormi capacità che si porta dentro, come protagonista di questo processo. A essa si affianca un altro processo, molto più diffuso ai giorni nostri, quello dell’istruzione, che mira invece a “riempire” di nozioni o contenuti un giovane, un qualcosa quindi che avviene dall’esterno della vita, normalmente standardizzato secondo modelli prestabiliti.
Dal confronto di questi due processi, non sempre conciliabili fra loro, nasce il perfezionarsi di un nuovo approccio per quanti si affiancano al cammino di crescita degli adolescenti: l’autoeducazione. Essa fa forza sulla capacità del singolo, di attivare energie capaci di nutrire il percorso evolutivo, per questo si concentra nel riuscire a far nascere nel ragazzo il desiderio e l’impegno di imparare da sé, chiaramente affiancato in quest’opera da chi più adulto, ha ben in testa le coordinate principali di riferimento, nonché i contenuti che di volta in volta saranno necessari per colmare quanto la vita ancora non è riuscita a dare.

giovedì 27 luglio 2017

Baden Powell - Ai genitori

Cari colleghi genitori,
sono sicuro che molti di voi sentiranno, come me, la pesante responsabilità che ricade sulle nostre spalle per ciò che concerne il futuro dei nostri figli. Abbiamo visto gente che riesce nella vita, e altri che non riescono. 
Vogliamo che i nostri ragazzi siano tra coloro che riescono, e sappiamo che il loro fallimento o il loro successo dipendono in larga misura dal tipo di educazione da essi ricevuto e dalla personalità che si sono formati. 
E quest’educazione e personalità dipendono in larghissima misura da noi. Molti di noi sono consci della nostra responsabilità in questo campo, e al tempo stesso del fatto che manchiamo di risorse. 
Non abbiamo nessun addestramento specifico come educatori, abbiamo poco tempo libero, non possiamo permetterci spese scolastiche elevate. Eppure queste temporanee incapacità da parte nostra rischiano di mettere a repentaglio il futuro dei nostri figli.

domenica 9 luglio 2017

Solidali nel faticare insieme

Nuovamente qua, reduce da incontri e verifiche fatte con genitori ed educatori parlando di ragazzi che non vengono, o lo fanno in modo altalenante, che ci mettono alla prova rovinando i nostri piani, ai quali non va bene mai quello che gli proponiamo. Ho cercato di sostenere questi giovani e adulti nel loro impegno accanto ai ragazzi, condividendo con loro le fatiche del servizio generoso accanto agli adolescenti. Come fatto già in passato nuovamente qua per rendere ragione anche di quanto brucia nella vita dei ragazzi, per aiutare tutti a uno slancio di empatia per le fatiche che anch’essi vivono in questo periodo di vita. Chissà se il sapere di faticare insieme, ognuno con la “propria croce”, potrà essere di aiuto a sentirsi maggiormente solidali gli uni nei confronti degli altri.