L’aggressività che diventa violenza è un fenomeno certamente presente nel vasto mondo giovanile, fatti spiacevole diventano anche aperture dei nostri telegiornali e titoli nei quotidiani, troppo spesso presentati a scopo “spettacolare”, questo non aita a leggere in modo approfondito questi eventi così da lavorare per cercare di trovare soluzioni.
Quando l’aggressività diventa violenza o grave pericolo per sé e per altri occorre senz’altro intervenire in modo deciso, questo non toglie il fatto che essa non è un qualcosa di intrinsecamente negativo, occorre sapere che per tanti ragazzi diventa l’unica via che conoscono per riuscire a buttare fuori il male che sentono dentro di sé; attenzione non sto dicendo che sia giusto, ma che ci può essere questo sotto certi comportamenti di ragazzi che non sono stati aiutati a trovare altri modi per poterlo fare. Qui sta proprio il compito dell’educatore che non è solo punire, neanche far finta di niente e scusare l’adolescente, ma mettere in atto una serie d’interventi che mirano a un miglioramento della situazione, cosa che dipende da molti fattori.
Quando ci capita di assistere o trattare temi intorno l’aggressività dei più giovani, occorre sempre chiedersi e cercare i diversi motivi e significati che i protagonisti hanno legato a quanto accaduto, molto spesso si scoprirà presente l’eco di eventi quali: tristezza, paura, incomprensione, delusione, inadeguatezza, esclusione e altre fragilità varie. S’incontrano anche tanti ragazzi arrabbiati, non con gli altri, ma con se stessi.