mercoledì 23 marzo 2016

L’ideologia gender danneggia i bambini

La teoria del gender, della quale ultimamente si è smesso di parlare, continua il suo cammino all’interno della società, spesso si nutre di poca informazione e del riporre troppa fiducia in quanti non se ne intendono, trattandola così come una vera ideologia.
Il mio parere è che essa sia un pericolo per gli adolescenti e anche per i più piccoli. Qua però non voglio solo affermare un parere personale, ma portare all’attenzione di tutti un recente intervento dell’ACP (American College of Pediatricians), che è l’organizzazione ufficiale americana dei pediatri. Ha rivolto a genitori, educatori, legislatori, un forte invito perché si eviti di portare a avanti progetti del genere. Il documento è firmato da autori di spessore in campo medico e di ricerca.
A quanti conoscono bene l’inglese, consiglio di leggere direttamente l’articolo pubblicato qua http://www.acpeds.org/the-college-speaks/position-statements/gender-ideology-harms-children gli altri si dovranno fidare della traduzione che ho realizzato io cercando di essere il più preciso possibile, nonostante la difficoltà di tradurre un testo “medico” in lingua anglosassone, in qualcosa di comprensibile in lingua italiana.

lunedì 14 marzo 2016

Cambiamento radicale

Una cosa successa di recente, mi è di aiuto per riprendere in mano i motivi per i quali ho iniziato la mia ricerca e l’esistenza di questo blog. In sintesi si potrebbe indicare come nella necessario conversione che, come mondo adulto, ci viene chiesta nel modo di leggere la situazione giovanile e di approcciarci ad essa. Probabilmente non scriverò niente che non abbia già pubblicato, ma è una cosa così centrale e che continuo a trovare e vedere in giro, che non mi stancherò mai di ripetere.
Durante un incontro nel quale erano radunati educatori, mentre stavamo trattando del rapporto con i ragazzi e del riprendere in mano il progetto educativo, salta fuori un foglio con la sintesi di incontri precedenti fatti con i genitori, chiamando anche alcuni “esperti” per farsi aiutare in questo cammino. Al documento in oggetto era stato dato come tiolo “La situazione giovanile”, il tutto era nato dal voler affrontare la condizione attuale del mondo dei ragazzi di oggi, spesso vissuta dagli adulti con sofferenza.

martedì 8 marzo 2016

Dalla pianta di fico imparate la parabola

Mi capita spesso di parlare con persone adulte, a volte addirittura giovani stessi, che apostrofano i ragazzi di oggi come superficiali.
Nei giorni scorsi mi sono trovato insieme ad adolescenti di terza media nell’accompagnarli verso il sacramento della Cresima. Tra le tante cose abbiamo parlato anche dei doni dello Spirito e uno di essi ci può essere di aiuto. Sto parlando dell’intelletto, che trova la sua radice nel latino “intus-legere”, ossia leggere dentro o in profondità; è la capacità data all’uomo di non fermarsi alla superficie delle cose, a quanto si vede e si sperimento immediatamente.
I giovani di oggi non sono superficiali, spesso la loro età li mette nelle condizioni di non essere educati a saper andare a fondo delle cose. Compito nostro diventa allora anche essere da guida in questa dimensione cercando di mostrare loro come la vita sia una parabola che ci parla di Dio, di noi stessi e degli altri.

lunedì 22 febbraio 2016

Non sono scarti della società

Ho partecipato a un convegno di pastorale giovanile sugli oratori, al quale è intervenuta una esponente politica del nostro paese, a lei veniva chiesto di presentarci la situazione giovanile in Italia. Lo ha fatto partendo da tanti dati statistici, sicuramente tutti giusti, ma che si sono limitati a mostrare la situazione di difficoltà vissuta da questa fascia di età: delinquenza, analfabetismo, stato di povertà, abbandono scolastico e varie altre situazioni di marginalità. Del tutto assente nella sua riflessione è stata la testimonianza di dati o una riflessione intorno all'energia e all'impegno vissuto dalle giovani generazioni. Non mi ritengo uno sprovveduto, ma la mia esperienza di oratorio accanto a ragazzi un po' di tutti i tipi, mi porta a non ritrovarmi in una analisi che giudico parziale e fuorviante. Senza chiudere gli occhi sulle situazioni di difficoltà vissute dalle giovani generazioni, speravo che si riuscisse a prendere le distanze da un modo di fare abituale che tratta in modo ambiguo di questi temi, facendone luogo di tensioni o di cattivi presagi, senza mostrarne le potenzialità spesso espresse e tante altre volte poco utilizzate; troppo spesso trattando i giovani come destinatari di interventi invece che essere considerati soggetti di forza.

lunedì 8 febbraio 2016

Tenerceli stretti a tutti i costi?

Il vescovo mi ha mandato a servire quattro nuove parrocchie, tra i tanti incontri avuti, mi ha colpito un leitmotiv comune trovato sulla bocca di genitori, educatori e capi scout: fatta la Cresima se ne vanno, dove sbagliamo, cosa possiamo fare?
Qualcuno entusiasticamente esclamava: dobbiamo tenerceli stretti a tutti i costi. Altri progettavano attività varie e sperano che il prete nuovo appena arrivato suggerisca la soluzione al tutto.
Rispondendo sinteticamente mi verrebbe da dire: non è detto che sbagliamo, possiamo fare ancora tanto e forse tenerli stretti serve solo a farli uscire prima, fare delle attività è giusto ma che siano pensate, io non ho nessuna soluzione in tasca così le cercheremo insieme anche se so che spesso occorre andare anche per tentativi con la disponibilità a riconoscere eventualmente anche di essersi sbagliati e tornare indietro.
Capisco il buon cuore che anima i tanti educatori che si interrogano in questo modo, eppure ho chiesto loro la fatica di cambiare ottica, per evitare di prendere abbagli, occorre rieducare il modo con il quale guardiamo ai ragazzi.

lunedì 1 febbraio 2016

Corpo Mente Cuore – terza parte

Terzo articolo che ci aiuta ad entrare nel mondo complesso ed entusiasmante della "bellezza" così come sperimentata dai nostri ragazzi, quindi anche dal rapporto con il proprio corpo che non è affatto formato da solo materia, ma che si porta dietro diversi significati e valori. 
Come abbiamo già avuto occasione di dire, per i ragazzi l’essere fatti in un certo modo, con un corpo che appare così come è, possiede dei significati che vanno ben oltre quello che si vede. Conosco adolescenti che si guardano dal di fuori senza riconoscersi, cercano di recuperare questa unità che esiste tra corpo, mente e anima, lanciando vere sfide; c’è chi arriva anche a farsi del male, a intavolare una vera guerra con questo qualcosa che prima era me e ora non riconosco più, che non è un problema solo estetico, ma anche legato ai valori e al mio rapporto con Dio.
Mi capita spesso di essere compagno di viaggio per anni della vita di tanti ragazzi, sempre mi interesso dei tanti cambiamenti che vedo comparire nei vestiti e sul corpo, non per una curiosità fine a se stessa, ma perché queste cose parlano. Tutto questo aiuta a dar voce, a rendere comunicabile, la ricerca e a volte il dolore che sta dietro. Facendo questo mi sono spesso trovato capace di comprendere tanti gesti che di per sé potevano sembrare insensati se non “pazzi”, che invece ritrovavano in questa trasformazione in parole l’espressione comprensibile del loro senso.

lunedì 25 gennaio 2016

Corpo Mente Cuore – seconda parte

Secondo articolo che ci aiuta ad entrare nel mondo complesso ed entusiasmante della "bellezza" così come sperimentata dai nostri ragazzi, quindi anche dal rapporto con il proprio corpo che non è affatto formato da solo materia, ma che si porta dietro diversi significati e valori. 
Tutto il tempo che i ragazzi spendono davanti allo specchio non è solo per trovare una piacevolezza esteriore, ma per riuscire ad essere belli anche dentro, pertanto il tempo passato nella cura di sé è qualcosa di tutt'altro che superficiale, ci troviamo di fronte a dei veri artisti alle prese con l'opera di fissare le fondamenta dell'adulto solido di domani. Occorre quindi che siamo rispettosi di quest'opera non demolendo quanto vanno costruendo, aiutando a far crescere la stima di sé e sempre positivi anche quando il tutto possa sembrarci alquanto strano.
Infatti non esiste solo lo specchio così com’è descritto dal vocabolario, ne esistono tanti altri che sono simbolici, essi sono rappresentati dagli sguardi delle altre persone, dalla loro opinione, dalle loro parole; questo essere rispecchiati negli altri rappresenta un ulteriore elemento decisivo nel processo di individuazione del proprio io. Attraverso i feedback che si ottengono dagli altri, un adolescente impara a conoscersi in particolare in quelle parti di sé che rimangono ancora sconosciute o incomprese; ecco allora che l'interrogativo guida "Chi sono?" può trovare finalmente una via di espressione.