Cominciamo oggi una serie di alcuni articoli che ci aiuteranno ad entrare nel mondo complesso ed entusiasmante della "bellezza" così come sperimentata dai nostri ragazzi, quindi anche dal rapporto con il proprio corpo che non è affatto formato da solo materia, ma che si porta dietro diversi significati e valori.Viene il giorno che ti guardi allo specchio e sei diverso da come ti aspettavi. Sì, perché lo specchio è la forma più crudele di verità. Non appari come sei veramente. Vorresti che la tua immagine corrispondesse a chi sei dentro e gli altri, vedendoti, potessero riconoscere subito se sei uno sincero, generoso, simpatico... invece ci vogliono sempre le parole o i fatti. È necessario dimostrare chi sei. Sarebbe bello doversi limitare a mostrarlo. Sarebbe tutto più semplice. "Bianca come il latte, rossa come il sangue” (Alessandro D'Avenia)
… qualche scarabocchio per cercare di interpretare gli enigmi degli adolescenti, per dare un senso a comportamenti apparentemente insensati, con una forte volontà di cercare di capire
lunedì 18 gennaio 2016
Corpo Mente Cuore – prima parte
lunedì 11 gennaio 2016
Sperimentare Dio
Un giorno, durante un incontro quasi casuale con una ragazza,
così come un regale che arriva inaspettato mi chiede se può raccontarmi un
periodo importante della sua vita. Mi disse che si era allontana dalla fede,
tutte quelle cose che gli avevano raccontato su Dio, non erano più convincenti,
e le aspettative e i sogni fatti da bambina avevano lasciato il posto a ben più
reali riflessioni. Sapeva che Dio
esisteva, ma qualcosa non tornava delle tante cose che le avevano dette e di
come ora le percepiva dentro di sé, attraverso le proprie ricerche di senso
della vita. Un po’ per abitudine, un po’ perché spinta continuò a frequentare
gli ambiti della parrocchia, ma la noia era la sua principale compagnia di
avventura. Un giorno le venne chiesto di aiutare a fare catechismo a un gruppo
di bimbi di seconda elementare. Non c’era niente di male, altre sue amiche ci
avevano provato così accettò. Non si aspettava nulla di nuovo se non di
occupare altro tempo della propria vita sottraendolo alla monotonia di ogni
giornata uguale a quella precedente.
lunedì 4 gennaio 2016
Custodire nel cuore
Al termine della Messa mentre saluto la gente, una coppia se
ne sta un attimo in disparte, vedo che attende e penso aspetti me. Vado loro
incontro e dopo esserci salutati la madre mi dice subito il motivo del loro
essere lì. Con un tono che parla tanto di amore quanto di pena dice: “mio
figlio”. Le lacrime le giungono subito agli occhi e mi sembra il caso di
cercare un luogo più discreto dove ci si possa trovare a proprio agio per
proseguire il dialogo.
Passiamo pochi minuti insieme, ognuno di noi ha la propria
vita che chiama, questo non impedisce di usarne un po’ per parlare di quanto
urge. Ho davanti dei bravi genitori, che hanno cercato nella loro vita di
educare proprio figlio; lo hanno visto crescere, fare tante esperienze, poi
piano piano prendere la propria strada lasciando anche le tante attività
sognate per lui. Ma ora è troppo, è cambiato, non lo riconoscono più; il
linguaggio, il modo di fare e di scegliere, non è quello che gli è stato
insegnato. Arriva la crisi, la madre inconsolabile, il padre più razionale.
lunedì 28 dicembre 2015
Poveri, curiosi, perditempo, girovaghi
Qualche
giorno fa mi stavo informando su come era andato il ritiro di un gruppo delle
medie, così due educatrici, per farmi uno scherzo, mi hanno mandato il seguente
messaggio: “Ciao don! Il ritiro è andato malissimo...uno è caduto e l'abbiamo dovuto portare all'ospedale e la
mamma ha detto che ci vuole far causa...e gli altri erano ingestibili! È stato
un disastro. Siamo stanchi e non vogliamo più fare catechismo così!!! Da gennaio
dovrete cercare altri catechisti”.
Non vi
nascondo che mi è venuto un colpo, immediatamente per il ragazzo che si era
fatto male, subito dopo per cercare di capire e sostenere gli educatori in
questo loro impegno. Una telefonata, ha presto svelato il tutto, si è
trasformata invece in una comunicazione fruttuosa del bene emerso stando via
con i ragazzi, di quanto di gustoso si possa cogliere attraverso loro.
Qualcuno
potrebbe stupirsi del come mi sono fatto fregare così semplicemente, può
essere, o forse perché nella mia esperienza è capitato di accompagnare
educatori messi duramente alla prova dal confronto con i ragazzi. È in
particolare a loro che voglio rivolgere questa Parola.
domenica 20 dicembre 2015
Non è solo un cappotto
Un giorno una ragazza in gamba della mia parrocchia si
presenta da me per una questione di difficile decisione. Sua nonna le ha
regalato dei soldi per comprarsi un cappotto, ma lei ce lo ha già e non ne ha
bisogno. Così mi parla anche dei suoi stivaletti, che gli sono stati regalati e
che ha scoperto solo dopo di essere stati prodotti sfruttando la manodopera di
paesi in via di sviluppo.
Qualcuno potrebbe sorridere di fronte a tutto questo,
dicendo che ci sono ben altri problemi più grandi da affrontare, potrebbe
etichettare il tutto come questioni un po’ banali. Ognuno dica quello che
vuole, spero che però tutti colgano l’impegno nella ricerca messo da questa
giovane amica in campo.
lunedì 14 dicembre 2015
Il Gruppo-Corpo e la sua “personalità giuridica”
I miei studi di diritto mi hanno insegnato che una persona
in quanto tale è titolare di diritti e doveri, studiando ho scoperto che anche
altre attività, economiche e non solo, acquistano un essere “persona” in senso
giuridico, ciò permette loro di non muoversi come semplici singoli, ma di far
nascere una nuova realtà che possa essere anch’essa titolare di diritti e di
doveri, quindi essere riconosciuta come esistente a tutti gli effetti con una
propria personalità giuridica.
La mia esperienza accanto ai ragazzi mi ha insegnato che
ogni persona ha una propria storia di vita, merita di essere incontrata e
conosciuta, occorre coinvolgerla ascoltando la sua opinione riguardo le cose
che la riguardano o altro che la interessi. In questi anni, stando alla scuola
dei ragazzi (che sono attimi maestri se li si sa ascoltare) ho piacevolmente
scoperto che non solo i singoli meritano questa attenzione, occorre impegno e
coinvolgimento anche per le realtà che contribuiscono a formare con la loro
presenza. Un gruppo infatti non è solo la somma dei propri membri, ma è la
nascita di una realtà che ha una propria personalità, un pensiero, uno stile e molto
altro; insomma ha una sua personalità.
All’inizio del nuovo anno pastorale, arrivato in una nuova
realtà di parrocchie che camminano insieme, incontrando gli educatori, ci siamo
messi a parlare dei ragazzi, dei vari cammini, delle forze a disposizione. Ho
deciso, vista la situazione, di procedere ad unire due gruppi; i numeri lo
permettevano, erano venuti a mancare gli educatori di uno dei due, avevano fato
l’esperienza estiva insieme. Tutto sembrava semplice e lineare, noi adulti
eravamo d’accordo e ci sembrava di aver fatto un buon lavoro; mancava però una
cosa e lo scoprimmo presto proprio grazie ai ragazzi. C’eravamo infatti
dimenticati qualcuno.
domenica 6 dicembre 2015
Il poco serve al tanto, il nulla per l’eterno
Gesù
ha un passo da grande camminatore e non gira mai da solo. Un giorno, durante
uno dei suo soliti viaggi per la Galilea, comincia ad affrontare la salita di
quel monte (una collina in realtà) che per tante volte ha attraversato.
A un
certo punto si ferma, si sente più solo del solito, si accorge di star parlando
sempre con i soliti e che nessuno di nuovo propone nuove questioni. Si gira,
così si accorge che quelli che fino a poco fa erano stati suoi compagni di viaggio,
ora sono distanti, quasi all’orizzonte. Si rende conto che il proprio passo non
è adatto per loro, ma solo per pochi sani e giovani che ora si trova attorno.
Gli altri sono zoppi, storpi, ciechi, sordi, malati. Chi li accompagna arranca
lungo quella salita semplice per quelli che erano rimasti al passo con Gesù, ma
difficile per chi si era fatto carico di altri, immaginiamoci poi quanti non
avevano nessuno che li aiutasse.
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