I miei studi di diritto mi hanno insegnato che una persona
in quanto tale è titolare di diritti e doveri, studiando ho scoperto che anche
altre attività, economiche e non solo, acquistano un essere “persona” in senso
giuridico, ciò permette loro di non muoversi come semplici singoli, ma di far
nascere una nuova realtà che possa essere anch’essa titolare di diritti e di
doveri, quindi essere riconosciuta come esistente a tutti gli effetti con una
propria personalità giuridica.
La mia esperienza accanto ai ragazzi mi ha insegnato che
ogni persona ha una propria storia di vita, merita di essere incontrata e
conosciuta, occorre coinvolgerla ascoltando la sua opinione riguardo le cose
che la riguardano o altro che la interessi. In questi anni, stando alla scuola
dei ragazzi (che sono attimi maestri se li si sa ascoltare) ho piacevolmente
scoperto che non solo i singoli meritano questa attenzione, occorre impegno e
coinvolgimento anche per le realtà che contribuiscono a formare con la loro
presenza. Un gruppo infatti non è solo la somma dei propri membri, ma è la
nascita di una realtà che ha una propria personalità, un pensiero, uno stile e molto
altro; insomma ha una sua personalità.
All’inizio del nuovo anno pastorale, arrivato in una nuova
realtà di parrocchie che camminano insieme, incontrando gli educatori, ci siamo
messi a parlare dei ragazzi, dei vari cammini, delle forze a disposizione. Ho
deciso, vista la situazione, di procedere ad unire due gruppi; i numeri lo
permettevano, erano venuti a mancare gli educatori di uno dei due, avevano fato
l’esperienza estiva insieme. Tutto sembrava semplice e lineare, noi adulti
eravamo d’accordo e ci sembrava di aver fatto un buon lavoro; mancava però una
cosa e lo scoprimmo presto proprio grazie ai ragazzi. C’eravamo infatti
dimenticati qualcuno.