Sappiamo infatti che la Legge è spirituale,
mentre io sono carnale, venduto come schiavo del peccato. Non
riesco a capire ciò che faccio: infatti io faccio non quello che voglio, ma
quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio,
riconosco che la Legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma
il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella
mia carne, non abita il bene: in me c'è il desiderio del bene, ma non la
capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma
il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non
sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Dunque io
trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti
nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra
vedo un'altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende
schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me
infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese
grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mia
ragione, servo la legge di Dio, con la mia carne invece la legge del peccato. (Rm 7-14-25)
… qualche scarabocchio per cercare di interpretare gli enigmi degli adolescenti, per dare un senso a comportamenti apparentemente insensati, con una forte volontà di cercare di capire
lunedì 9 marzo 2015
venerdì 6 marzo 2015
0,26 mq
Mi trovavo in un sabato sera come tanti in oratorio a una
pizzata organizzata per un gruppo di ragazzi di terza media, terminata la cena
durante la quale ho potuto nuovamente meditare sulle capacità degli
adolescenti nel mangiare velocemente la pizza, solitamente si procede con una
serata organizzata con un po' di animazione. Ma così non
avvenne.
Per spiegarne il perché occorre andare alla precedente serata
passata insieme nella quale gli educatori aveva proposto e avviato la visione
di un film come programma per il dopo cena, si cercò di
arginare il solito uso dei cellulari fino a quando un ragazzo fece leggere ad
una educatrice una serie di messaggi scritti negli ultimi dieci minuti nei
quali si commentava negativamente l'organizzazione scelta dagli educatori. Il
film fu interrotto e invece di un dialogo cominciò una
contrapposizione che vedeva il crescere del malumore da una parte all'altra,
gli educatori si sentivano feriti nell'impegno e nel tempo speso a preparare il
tutto, i ragazzi che solitamente perdonano alla svelta già lo
avevano fatto per il film se non fosse stato per il "muso" piantato
dagli educatori. Non è mio interesse trovare la colpa da dare
a qualcuno, certo che a parer mio una maggiore responsabilità era
negli educatori sia perché adulti, sia perché fa
parte del loro ruolo gestire bene queste evenienze prendendo il tutto un po'
meno sul personale.
lunedì 23 febbraio 2015
Gioco di sguardi – Amare il nemico
Poco tempo fa in oratorio due ragazzi appartenenti a gruppi
diversi sono arrivati ai ferri corti, il tutto basato su sguardi reciproci
insistenti interpretati come sfida e affermazione della propria superiorità
sull’altro, come se con quelle occhiate uno dicesse all’altro che non valeva
niente ed era un poveretto. Da quanto raccolto successivamente, compresi che la
cosa si trascinava avanti da tempo senza che succedesse niente di particolare
se non questo scambio di sguardi; il tutto arrivo però a maturazione e si passo
nel giro di poco a uno dei due che letteralmente scoppio dicendone di cotte e
di crude all’altro con cose anche non del tutto sensate che andarono oltre al
tutto e mostrarono quanto grossa era montata la cosa dentro di lui, l’altro
ascoltò senza reagire per poi andarsene dando un pugno al muro e ottenendo in
cambio la rottura di alcune dita con conseguente ingessatura.
mercoledì 4 febbraio 2015
Giovani costruttori del Regno
Qualche giorno fa sono venuti a trovarmi due ragazzi che questa estate,
insieme al proprio gruppo parrocchiale, erano stati a fare una esperienza
estiva presso la comunità di Taizè; qui è un po’ difficile riassumere a quanti
non conoscono tale realtà di cosa si tratti precisamente, è possibile trovare
tante cose su internet, resta comunque una esperienza entusiasmante per tanti
giovani che vengono da tutto il mondo e che lì si ritrovano. Il motivo del
nostro incontrarci era il loro desiderio di tornare in questo luogo, se non
fosse stato per la scuola sarebbero partiti immediatamente, perché tornati a
casa non erano più riusciti a vivere quelle dimensioni che là tanto avevano
apprezzato e che tornati a casa non riuscivano a riprodurre. Solo la, dicevano,
era possibile sentirsi felici come si erano sentiti allora; sola là riuscivano
a trovare il tempo e la voglia di pregare e di far silenzio; solo là si
sentivano liberi di essere così come sono senza bisogno di preoccuparsi troppo
dell’opinione degli altri. Chiedevano cosa ne pensassi e desideravano aiuto per
sapere come poter realizzare il tutto anche tecnicamente: trasporto,
iscrizione, costo, ecc.
venerdì 30 gennaio 2015
Con chi devo fare l’amore?
Un giorno una ragazza
sedicenne entrò nel mio studio e in modo molto diretto mi chiese: conosco due
ragazzi, voglio che mi dica con quale dei due devo fare l’amore. Il tutto non
si esaurì in queste poche parole e diede ulteriori chiarimenti riguardo questa
sua richiesta, disse che conoscendosi sapeva che non sarebbe mai arrivata
vergine al matrimonio, allora voleva decidere con chi sarebbe accaduto senza
lasciare che il tutto andasse sull’onda del momento e dell’emozione. La scelta
era fra due, uno era il suo ragazzo che la attraeva molto fisicamente ma con il
quale le cose ultimamente sembravano cambiate, l’altro era un suo amico con il
quale si sentiva in sintonia per via dell’ascolto profondo che le regalava
quando si incontravano e della simpatia che ne era nata. Quindi?
Ero contento che fosse venuta, è un desiderio bello fare
l’amore
Dio non è contro il fare l’amore così come mi sembrava
avesse capito un giovane che mi chiedeva se marito e moglie dopo aver fatto
sesso dovevano confessarsi
Una ricerca bella che chiamava in causa tutto il suo essere
donna, quindi le chiesi cosa altro c’era di bello che la muoveva, che la
spingeva, che cercava?
Ma proprio perché era qualcosa di bello, andava messo in
contatto con tutto il resto e andava educato (in questa fase umanamente)
Occorre essere onesti con sé stessi: tu vuoi fare l’amore o
fare sesso, certamente fare l’amore per me presuppone un cammino ben più ampio,
lei comprese; mi chiarì che lei intendeva invece fare sesso.
Ci tenni a chiarire che la sua richiesta non avrebbe trovato
in me risposta, non ero lì per dirle cosa fare; avrei solo risposto alla
domanda “piccola” che si portava dentro, sarebbe andata a casa forse
rassicurata, ma non era quello che mi interessava.
mercoledì 7 gennaio 2015
Non abituiamoci alle stelle comete con la gobba all’ingiù
Nel mio paese come in tanti altri, avvicinandosi le
festività natalizie, i centri e le vie del paese vengono addobbati con diverse
forme illuminate, tra di esse spicca la stella cometa che ricorda quella che ha
guidato i Re Magi alla culla di Gesù. Quest’anno il nostro comune ha cambiato
il fornitore di queste illuminazioni ed è capitato qualcosa che mi ha fatto
prima sorridere e poi pensare. Le luminarie sono state montate usando fili con
lampadine, nel predisporre le stelle comete non è stata prevista la struttura rigida
per la coda ma solo per gli estremi, cosicché la forza di gravità ha fatto sì
che la forma della gobba sia all’ingiù invece che all’insù come indicherebbe il
suo cammino di discesa dal cielo verso la terra.
sabato 3 gennaio 2015
Il gruppo di amici e il tempo libero: cosa ripensare i cammini educativi
Oggi i ragazzi vengono cresciuti fin da piccoli
spinti per realizzarsi nel successo, che sia quello scolastico, sportivo,
relazionale o così via poca differenza fa; questo chiede di investire su
dimensioni che diano visibilità e una posizione che permetta agli altri di
notarlo, ci si rispecchia infatti nel riconoscimento dato dagli altri. Forse
detta così può suonarci male, ma come adulti siamo di fatto noi i primi autori
di questo modo con cui gira il mondo e delle istanze a cui i ragazzi sono
esposti ancora prima dell’adolescenza e che contribuisco a renderla così com’è.
Noi puntiamo su sport, scuola, immagine, soldi,
fama; i ragazzi alla fine dei conti preferiscono perseguire il tutto attraverso
quella che diventa una vera e propria nuova famiglia sociale: quella del gruppo
di amici, dei propri coetanei scelti autonomamente.
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