lunedì 4 agosto 2014

Un braccio rotto

Oggi sono molto dispiaciuto, un ragazzo mentre giocava in oratorio è caduto e si è rotto un braccio. Qualcuno di voi mi dirà che certo ci si rimane male, ma non è poi niente di tanto grave da contribuire a riempiere questa pagina. Certo sono dispiaciuto perché l’ho visto sofferente, so cosa dovrà passare perché anche io nella mia vita ho avuto due polsi rotti, poi è estate, ma non è questo che mi lascia veramente addolorato; è stato l’arrivo di uno dei suoi genitori in oratorio e il sentire tra le prime cose dette: “Così ti sei giocato tutto”, riferendosi alle prossime imprese sportive.

martedì 15 luglio 2014

Quello che le parole non dicono

Mi è capitato di trovarmi a sedere fuori dall’oratorio nel momento in cui usciva un gruppo di giovani adolescenti dal loro incontro settimanale, è stato proprio interessante potersi fermare a contemplare i loro vari riti, gli stili di comportamento. C’era la coppietta che si è messa subito in disparte a salutarsi con calma mentre le amiche rimanevano a distanza ad aspettare la ragazza, il solitario con pochi amici e a volte escluso prendere la bicicletta e subito avviarsi verso casa, i tre amici a cui non interessano ancora le ragazze ma solo lo sport che vanno a prendere le bici parcheggiate vicine parlando chissà di cosa e ignorando tutto il mare di vita che si muove intorno a loro, il gruppetto dei “fighi” del gruppo tutti impettiti che cercano le ragazze e si fanno forza tra di loro, ecc. Come questa situazione ce ne sono tante altre dove si mettono a sedere, chi salutano e come lo fanno, come si guardano…
Quale musica è più incantevole delle voci dei giovani,
quando non senti quello che dicono?
(Logan Pearsall Smith).

sabato 12 luglio 2014

L’educatore è uno sprecone per professione

Nel vangelo (Mt 13, 1-23) Gesù presenta una parabola che parla di un seminatore che in apparenza sembra l’emblema dei un mondo che come il nostro a volte butta via e consuma senza stare troppo a pensare. Questo lavoratore della terra sembra essere un po’ alle prime armi, getta il seme ovunque senza preoccuparsene: sulla strada, nei sassi, tra i rovi e per fortuna anche sulla terra. Molto del suo seme non finisce nel posto pensato giusto dalla corretta scienza agronomica, ma finisce in posti nei quali, per un problema o l'altro, non si ricava il frutto sperato.

sabato 5 luglio 2014

Avere aspettative oneste

In ambito educativo succedono anche cose buffe, alcuni modi di fare che fanno sorridere e che ci fanno passare da esperti educatori a semplici scolaretti, questo ci ricorda che in questa arte non si è mai degli arrivati, ma sempre scopritori; per questo una certa “giovinezza” è qualità necessaria per mantenere vivo lo spirito di ricerca e aiuta inoltre a non prendersi troppo sul serio.
Subito alla fine delle scuole si attivano in tanti luoghi diverse forme di campi estivi residenziali che assumono diversi nomi; solitamente quelli portati avanti dagli oratori riunisco numerosi bambini e ragazzi insieme a giovani delle superiori più o meno desiderosi di assisterli in giornate ricche di giochi attività ed altro.

lunedì 30 giugno 2014

La relazione al centro

È da alcuni anni che i giovani dell’oratorio propongono un evento chiamato “Sport & Ben-Essere” con lo scopo di riflettere su alcune grandi tematiche che riguardano la persona il tutto inserito in un cotesto di sport, musica e festa; giovani che vogliono essere animatori nei confronti di altri giovani. Quest’anno il tema messa al centro è quello della “relazione”.
Ne sono molto contento non in astratto ma in concreto e pensando a tre persone particolari che rappresentano le tante con le quali quotidianamente ho a che fare.

sabato 21 giugno 2014

L'educazione non può essere neutra

L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla. E nell’educazione è tanto importante quello che abbiamo sentito anche oggi: è sempre più bella una sconfitta pulita che una vittoria sporca! Ricordatevelo!
In questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene e il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate. Se una cosa è vera, è buona ed è bella; se è bella, è buona ed è vera; e se è buona, è vera ed è bella. E insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita, anche quando stiamo male, anche in mezzo ai problemi. La vera educazione ci fa amare la vita, ci apre alla pienezza della vita!

domenica 11 maggio 2014

Senza perdere la speranza nella grazia

L’altro giorno parlavo con un educatore che aveva partecipato a un incontro con uno psicologo in gamba, riferendomi parzialmente quanto era stato detto sottolineò una cosa che gli era rimasta particolarmente impressa. Parlando delle famiglie, dell’attuale crisi, delle conseguenze che questa porta, lo specialista evidenziò una assenza di quell’humus necessario perché certe dinamiche, valori, logiche possano crescere all’interno della famiglia. Posso trovarmi d’accordo con lui, ci sono stati grossi cambiamenti e la crisi della realtà sociale e religiosa della famiglia ha influito molto su tutto quello che le gira intorno.