mercoledì 26 marzo 2014

San Giuseppe educatore

Udienza generale di papa Francesco in Piazza San Pietro Mercoledì, 19 marzo 2014

Oggi vorrei riprendere il tema della custodia secondo una prospettiva particolare: la prospettiva educativa. Guardiamo a Giuseppe come il modello dell’educatore, che custodisce e accompagna Gesù nel suo cammino di crescita «in sapienza, età e grazia», come dice il Vangelo. Lui non era il padre di Gesù: il padre di Gesù era Dio, ma lui faceva da papà a Gesù, faceva da padre a Gesù per farlo crescere. E come lo ha fatto crescere? In sapienza, età e grazia.

lunedì 24 marzo 2014

Mettersi ai piedi dei ragazzi per ascoltarli

Qualche tempo fa una madre mi confidava della sua difficoltà nella vita domestica a dover conciliare lavoro insieme alle faccende di casa con l’attenzione e l’affetto da avere per il proprio figlio ormai adolescente. La capisco, non è semplice, come educatori spesso pensiamo che l’importante è fare tante cose e del resto chi si occupa di adolescenti è chiamato a prendersi cura di tanti aspetti; restiamo così immersi nell’eterna dinamica che mi piace un po’ ricondurre alla sindrome di “Marta e Maria”.
Nel Vangelo ci viene narrato l’episodio di queste due donne che accolgono a casa Gesù e di come ci sia da parte loro un diverso modo di aver cura di questo prezioso ospite. Marta si fionda in cucina e a preparare perché tutta la casa sia in ordine pronta, Maria sta vicino a Gesù e a un certo punto si siede ai suoi piedi ad ascoltarlo; il racconto poi procede ma quello che m’interessa è questo.

mercoledì 19 marzo 2014

Più padre e meno madre

Oggi è la festa di san Giuseppe sposo di Maria, ed è la festa dei papà, dico grazie per il dono di mio padre che si chiama Vittorio, e approfitto dell’occasione per riaffermare quanto necessario sia il rientro in campo educativo da parte di tutti i padri, in particolare di quelli con figli adolescenti.
Essi vogliono più padre e meno madre. Quando dico questo, non intendo quanto viene in mente a noi adulti legati a una figura paterna ormai cambiata che era considerata quasi come ingombrante nei nostri ricordi della giovinezza, non è più un padre chiamato a decidere sul figlio, ma è un dono spesso non riconosciuto e dona. Dona testimonianza di vita, scelte, media valori, vita vissuta, relazione, affetto.

martedì 18 marzo 2014

Adolescenti e bugie

Un giorno come tanti altri, una mamma viene da me e con voce preoccupata mi dice che deve parlarmi di suo figlio, riusciamo a metterci d’accordo e rimandiamo il tutto a un momento più calmo per incontrarci. Arrivato il giorno si confida con me e apre il suo cuore di madre che affronta la vita familiare accanto a un figlio adolescente con tutti gli annessi e connessi; tra le tante cose che mi consegna spicca l’abitudine del figlio a raccontare tante “balle” (si dovrebbe dire bugie, ma preferisco l’altro termine) anche messo di fronte all’evidenza, anche riguardo a cose piccole, insieme alla preoccupazione che la cosa possa toccare ambiti maggiormente delicati.

martedì 25 febbraio 2014

Occhi aperti sulle emozioni

Chiunque abbia a che fare con adolescenti, si trova presto nella situazione che le cose non sono sempre tutte chiare e distinte, alla valutazione oggettiva della situazione deve legarsi in modo molto forte anche una attenzione a cosa passa nel cuore e nella vita del ragazzo. Se siamo d’accordo su questo come principio, la mia esperienza mi porta a dire che l’attuarlo non è scontato, vedo tanti che si fermano a giudicare il comportamento ma non cercano di comprendere e di entrare in contatto con quanto può averlo causato.

venerdì 14 febbraio 2014

Voi non capite niente

Un giorno una madre venne a raccontarmi di una vera guerriglia che si era scatenata in casa durane una discussione che era diventata contrapposizione tra suo figlio e il padre. Il tutto nasceva da una cosa che diceva essere stupida, il desiderio del figlio di andare insieme ai suoi amici a un concerto, il netto rifiuto da parte dei genitori difeso in modo forte dal padre venne accolto con il tentativo prima astuto e poi forzoso del figlio di prendere la via dell’uscita, la cosa non riuscì e dopo una serie di lacrime e parole che il figlio sviolinò ai genitori che fecero sentire in colpa la madre, il tutto finì con la scomparsa del ragazzo dietro la porta sbattuta della propria stanza accompagnata da quello che era stato appena constatato: “Voi non capite niente!”… il tutto detto con una calma e una precisione che lasciò tutti di stucco.

mercoledì 12 febbraio 2014

I miei idoli: schiavo o figlio?


Quando  si è bambini i modelli di riferimento è naturale che siano le mamme e dei papà, sono infatti loro che concretamente iniziano alla vita attraverso l’insegnamento di regole e la trasmissione di verità e valori, sono così le guide per i figli e vengono da loro presi come specchio della propria crescita.
La cosa però non dura per sempre, infatti quando arriva l’adolescenza le cose cambiano, nasce un po’ di crisi dentro il contesto familiare ormai abituato ai propri riferimenti, ma con buona pace dei genitori è giusto che sia così; solo se l’adolescente prende le distanza dalle verità e dai valori insegnati può ritrovarli veramente suoi e nel contempo lasciare spazio perché possano crescere propri ideali. Qualcuno potrebbe suggerire il perché non tentare di tenere insieme le due tensioni, ahimè questo non è possibile non perché sia giusto o sbagliato, ma per una necessità molto contingente: non c’è abbastanza spazio per tutto, all’adolescente serve abbastanza disponibilità di tutto per far sì che la propria vita si allarghi alla vita degli altri ragazzi nell’incontro con il mondo.